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Devid Caresani e Sara Campigotto senza rivali alla Vigolana The Race del ritorno alle origini

Devid Caresani e Sara Campigotto senza rivali alla Vigolana The Race del ritorno alle origini

A griffare l’ottava edizione della «Vigolana The Race» ed ad iscrivere per la prima volta i propri nomi sul suo albo d’oro sono stati il trentino Devid Caresani, portacolori dell’Atletica Valchiese, e la bellunese Sara Campigotto del Team Karpos. Se la seconda ha fatto corsa solitaria fin dall’avvio, Caresani ha dovuto almeno inizialmente sudarsi questo successo, non solo a causa delle temperature assai elevate con i quali i runner hanno dovuto fare costantemente i conti oggi, ma anche perché Eddj Nani e Enrico Bonati nella prima parte della corsa hanno tenuto un ritmo alto, salvo poi cedere nel suggestivo segmento in cui i concorrenti affrontano in serie le cime inserite in questo tracciato e poi nel finale in discesa.
Si sono presentati in 180 al via della competizione, tornata sul percorso originale dopo due edizioni condizionate dal maltempo e quindi organizzate su itinerari differenti. Start dalla piana di Vigolo Vattaro, in località Caolorine, la stessa che li ha poi accolti dopo aver coperto 20 chilometri con 1.700 metri di dislivello. La salita ha cominciato subito a fare la differenza, mettendo in evidenza il passo di Enrico Bonati, runner di Adria che corre per l’Alpago Tornado Tour, rimasto davanti fino a metà della salita, cedendo poi in cima alla Val Larga, prima del primo ristoro, all’attacco di Caresani, che da lì in poi è sempre rimasto davanti, amministrando la leadership alla Forcella Val Larga, a Cima Vattaro, sul Becco di Filadonna, GPM della gara, a Cima Vigolana ed infine al Becco della Ceriola. Poi il tracciato lo ha portato velocemente a Sass de l’Aquila, Malga Derocca, al Crocefisso del Verzer ed infine al traguardo, che il ventiquattrenne di Fiavé ha tagliato con il tempo di 2 ore 15 minuti e 16 secondi, abbastanza lontano dal primato di 2 ore 4 minuti e 48 secondi fissato da Simukeka nel 2022 in condizioni climatiche diverse. Secondo a presentarsi sulla linea di arrivo, con 1’47” di distacco, è stato Eddj Nani (Skyrunning Adventure), bellunese di Alano di Piave, che ha superato Bonati poco dopo Caresani, ma in seguito non è riuscito ad avvicinare il leader, pur riuscendo a tenerne il ritmo in tutta la parte alta della gara. Il podio è stato completato da Bonati, giunto a Caolorine con 9 minuti di distacco dal leader. Nella top five sono poi entrati Emiliano Bonvecchio, staccato di circa 9’30” e Luciano Trentini (Atletica Trento), a oltre 17 minuti. Piazzamenti da top ten, invece, per Roberto de Gasperi, Denis Favot, Mattia Eccher, Michele Fedel e Elia Frittoli.
In campo femminile, come accennato, Sara Campigotto ha potuto bagnare con un successo il proprio esordio in questa gara, dominata fin dalla salita, anche grazie all’assenza di Giulia Marchesoni, infortunatasi pochi giorni prima della competizione di casa. La vincitrice della Dolomiti Extreme Trail e della Transpelmo, classe 1995, ha impiegato 2 ore 54 minuti e 59 secondi per completare il percorso. Seconda, staccata di oltre 19 minuti, la trentina Elena Sandrea (RunCard), che a sua volta ha inflitto 8 minuti e mezzo di distacco alla vicentina Anna Pattanaro (Runners Team Zanè). Ai piedi del podio, Giovanna Dalpiaz e Nicoletta Ferrari hanno completato la top five.

Le dichiarazioni

«Sono riuscito a gestire bene le energie in salita – racconta il vincitore Devid Caresani – superando Enrico, che aveva cercato di staccarmi, nella parte attrezzata con i cordini, poi ho pensato a difendere il vantaggio su Edi, che non era lontano, ma non riusciva a guadagnare terreno. Nella parte in discesa, più tecnica, ho consolidato il primio posto. Ero affaticato per aver corso quattro gare in due settimane, per questo sono ancora più soddisfatto».
«Purtroppo la gara si è decisa in fretta, - commenta Eddj Nani - perché Enrico e Devid hanno impostato subito un ritmo che non ho saputo tenere. Il primo l’ho raggiunto e il secondo speravo di agganciarlo nella parte in quota, ma non ce l’ho fatta e alla fine ho patito anche la lunga discesa, che mette a dura prova. Il secondo posto mi soddisfa».
«Ero l’unico scalatore puro del lotto, - ricorda Enrico Bonati - per questo ho cercato di far valere le mie caratteristiche in salita e fino ai 1.000 metri di quota ci sono riuscito, ma poi ho pagato lo sforzo, anche a causa del caldo, e ho ceduto il passo a Devid. Devo dire che la gara mi è piaciuta molto, perché è una vera skyrace, ma bisogna conoscere bene il percorso per dare il meglio».
«Era da qualche anno che desideravo prendere parte alla Vigolana The Race – confessa Sara Campigotto – e sono contenta di esserci riuscita proprio in questa occasione in cui si è ritornati sul percorso principale. Il tracciato presenta molti passaggi tecnici e una discesa molto impegnativa, è una gara da skyryunner, insomma, e mi è piaciuta per questo. I tempi finali non sono granché, ma secondo me il caldo ha fatto la sua parte».