Un cane alle calcagna! La riflessione di Orlando Pizzolato
In alcuni dei recenti meeting di atletica della Diamond League si è
visto che, in occasione delle gare di mezzofondo, una serie di luci – di
solito azzurre o verdi, e spesso anche entrambe nello stesso momento –
si accendevano in sequenza cadenzata lungo il cordolo della pista. Si
tratta di riferimenti luminosi che forniscono l'andatura da tenere per
fare un certo tempo. Le luci verdi corrispondono al record del mondo,
quelle azzurre danno invece il ritmo da sostenere per migliorare questo
primato. Le azzurre sono di supporto ai ‘pacer’, comunemente definiti
anche ‘lepri’, quei corridori designati a fare il ritmo e validi punti
di sostegno e di riferimento per riuscire a dare il meglio senza
commettere errori di distribuzione dello sforzo. I ‘pacer’ sono però
umani, e come tali vulnerabili nel compito per il quale sono stati
ingaggiati. Molto spesso si assiste a partenze molto più veloci del
passo indicato dai tecnici per ottenere uno specifico risultato
cronometrico, tanto che i corridori che stanno gareggiando procedono
distaccati di svariati metri.
Le scie luminose invece non commettono questi errori, pertanto sono
punti di riferimento molto affidabili che possono guidare il corridore
ad esprimere al meglio il proprio potenziale. Sono quindi da considerare
di grande aiuto, specialmente per coloro che hanno poca sensibilità ai
ritmi di corsa.
Non è il caso dei professionisti della corsa, abituati in allenamento ad
inanellare giri su giri, o a percorrere migliaia di chilometri a vari
ritmi, e per questo hanno grande sensibilità allo sforzo.
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