Sabato 10 ottobre: Michele Sarzilla al via dell’IRONMAN World Championship
Dalla rinascita atletica ai dettagli dell’acclimatamento alle Hawaii:
i retroscena del percorso “Road to Kona” e le parole, a meno di una settimana dalla gara, di Sarzilla e coach Fabio Vedana.
Sarzilla: «La mia strategia? Ascoltarmi e cercare di cavalcare la natura più che domarla. Questo Mondiale rappresenta una scommessa vinta, fatta due anni fa con Fabio Vedana»
Settimo Milanese (MI) - Il destino, a volte, ha più fantasia di noi. Ti sbatte in faccia una realtà cruda e fredda, che ti fa tornare sui tuoi passi, facendoti dubitare anche dei tuoi mezzi e di quanto potresti ancora dare a quella che fino al giorno prima era stata la tua passione più grande: il triathlon. E poi, proprio da lì, da quella brusca sterzata e conseguente inchiodata, riparte tutto. Un nuovo progetto, un nuovo orizzonte.
È la storia di Michele Sarzilla, portacolori del DDS Triathlon Team, che dopo la delusione della mancata convocazione ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 ha deciso di buttarsi in un’altra avventura: il progetto “Road to Kona”. Due anni di lavoro, testa bassa e scelte coraggiose prese insieme a coach Fabio Vedana per conquistare un posto nell’élite delle lunghe distanze.
Promessa mantenuta: sabato 10 ottobre 2026, Sarzilla sarà al via dell’IRONMAN World Championship a Kona, Hawaii, la gara più iconica della triplice disciplina sulla distanza full (3,8 km di nuoto, 180 km di ciclismo e 42,2 km di corsa). Un pass iridato conquistato sul campo grazie al quarto posto ottenuto, all’esordio sulla distanza, all’IRONMAN Cozumel, a novembre 2025, e confermato dall’ottima prova al Campionato Europeo IRONMAN di Francoforte a fine giugno di quest’anno (sesto al traguardo dopo una straordinaria rimonta nella frazione di corsa portata a 21 km per le altissime temperature), a testimonianza di una rinascita atletica e mentale costruita giorno dopo giorno.
«Quando si inizia un nuovo percorso i dubbi che ti girano per la testa sono tanti – racconta Sarzilla –. Soprattutto all’inizio è stato difficile: noi atleti vorremmo tutto e subito. E invece, come è normale che sia, i risultati nelle prime gare hanno stentato ad arrivare, aprendo la porta ad altre perplessità. Poi, i timori hanno lasciato spazio alle certezze, prima ancora un po’ deboli, con il passare del tempo sempre più forti.»
Sono cambiate tante cose (in meglio)
Dalle distanze corte del triathlon – sprint e olimpico – a quelle lunghe – half e full – è cambiato tutto: «Prima mi lamentavo del fatto che le gare sprint fossero troppo corte e le olimpiche sì giuste, ma sempre troppo corte – continua Sarzilla –. Ora mi gioco tutto in una gara di sette ore, ed è quello che volevo da tempo. Sono convinto che queste siano le mie distanze e questi ultimi due anni ne sono la prova. Anche sotto l’aspetto della preparazione e dell’allenamento ora diversifico molto di più e questo mi protegge dalla monotonia.»
La visione tecnica di coach Vedana
A guidare e strutturare nel dettaglio questo complesso passaggio è stato il suo allenatore Fabio Vedana:
«Dopo la profonda delusione per la mancata convocazione a Parigi 2024, il mio primo passo come coach è stato quello di aiutare Michele a ritrovare una forte motivazione interiore, individuando un nuovo obiettivo di altissimo livello che potesse dare continuità e ulteriore sviluppo alla sua carriera professionistica. E le sue caratteristiche fisiologiche e la sua tenuta mentale ci dicevano che la lunga distanza era assolutamente nelle sue corde.»
«Per dare concretezza a questa nuova visione occorreva però un progetto strutturato e a lungo termine, con l’obiettivo finale di conquistare la qualificazione al Mondiale di Kona. Ottenere il pass già al debutto sulla distanza all’IRONMAN Cozumel è stato fondamentale: ci ha dato la serenità necessaria per pianificare un intero anno di lavoro senza la pressione di dover rincorrere il risultato a tutti i costi per dimostrare qualcosa.»
«Da lì abbiamo costruito una preparazione metodica divisa in blocchi specifici: lo scorso inverno, il lavoro a Dubai, negli Emirati Arabi, che ci ha permesso di allenarci molto nel ciclismo e di lavorare sulla forza generale, una qualità che Michele doveva assolutamente migliorare, soprattutto in bicicletta. Poi abbiamo affrontato un secondo blocco in Sardegna, seguito dalle prime gare che hanno confermato il valore del lavoro svolto e, soprattutto, dal test significativo all’Europeo di Francoforte, che presentava un parterre di atleti pari a quello che troveremo a Kona. Una gara che si è rivelata una vera sorpresa, anche per le distanze ridotte, tra l’altro non in modo proporzionale, per il caldo impressionante. Quella più penalizzata è stata la corsa, frazione più congeniale a Michele: da 42 a 21 km. Eppure lui ha risposto molto bene, ha fatto una gara in rimonta, arrivando sesto.»
«La scorsa estate Michele è stato quasi due mesi a Sestriere per elevare la capacità organica e la durability nei momenti di massimo sforzo. Le ultime tre settimane le abbiamo vissute direttamente alle Hawaii per rifinire l’acclimatamento e adattare i ritmi di gara al fuso e alle insidie del percorso. Michele ha svolto un lavoro straordinario: oggi è carico, consapevole dei propri mezzi e pronto ad affrontare la gara con la giusta fiducia.»
Domare l’isola o assecondarla: la strategia per Kona
Kona è un azzardo di caldo, vento e gestione delle energie. Rispetto a come affrontare l’isola e a cosa rappresenti questo traguardo, Sarzilla ha le idee chiare: «È stato molto utile stare qui queste tre settimane, per capire che qui tu non domi niente. L’ambiente ti fa capire subito che sei ospite e che comanda lui. In acqua ci sono correnti fortissime, il vento in bici e il caldo sono qualcosa senza senso. Devi stare attento allo sforzo e alla percezione del caldo perché se passi la linea anche solo di poco, poi ti presenta il conto.»
«La mia strategia? Ascoltarmi e cercare di cavalcare la natura più che domarla. Questo Mondiale rappresenta una scommessa vinta, fatta due anni fa con Fabio Vedana. Sapevamo di non essere arrivati alla fine della storia e ora siamo di nuovo qui a giocarcela con l’élite mondiale».
PER SEGUIRE L’IRONMAN WORLD CHAMPIONSHIP
Quando: sabato 10 ottobre, alle 18
Dove: IRONMAN YouTube oppure su DAZN
I MIGLIORI RISULTATI 2025-2026 HALF E FULL DISTANCE
DI MICHELE SARZILLA
2025
4° IRONMAN Cozumel (Messico) – esordio sulla distanza e qualifica IRONMAN World Championship 2026
1° Challenge Peguera-Mallorca (Spagna) – half distance
2° Challenge Sanremo – half distance
5° Alpe d’Huez Triathlon L – 2,2 km nuoto, 118 km ciclismo con 3.000 m di dislivello, 20 km di corsa sopra i 1.800 metri
2026
2° Challenge Cesenatico (half distance)
3° Challenge Mogan-Gran Canaria (half distance)
6° IRONMAN European Championship Frankfurt
LE DISTANZE DEL TRIATHLON
Sprint | 750 m nuoto – 20 km ciclismo – 5 km corsa
Olimpico | 1,5 km nuoto – 40 km ciclismo – 10 km corsa
Half distance | 1,9 km nuoto – 90 km ciclismo – 21,1 km corsa
Full distance | 3,8 km nuoto – 180 km ciclismo – 42,2 km corsa





