DDS-7MP Triathlon Team | Parigi 2024, il CONI ignora Sarzilla: "Non è di mia competenza"
Settimo Milanese (MI) – L’epilogo fa male. Quanto tutta la vicenda. Il Collegio di
Garanzia dello sport, venerdì 19 luglio, ha respinto il
ricorso presentato da Michele Sarzilla contro le
decisioni della Federazione Italiana Triathlon in merito alle convocazioni
olimpiche. Comunicate il 6 giugno scorso.
A fine udienza Michele Sarzilla aveva rivolto al Collegio di Garanzia un
appello personale affinché i giudici, nel decidere la sua posizione,
lanciassero il chiaro messaggio che nello sport contano i risultati. Il suo
messaggio è caduto nel vuoto.
«Sono
molto deluso dall’ennesimo assurdo episodio di malafede nei miei confronti
– ha
dichiarato Sarzilla –, ma contemporaneamente sono contento di aver
portato a termine questo percorso fino alla fine, con coerenza e
dignità. Ora voglio solo allenarmi in vista dei prossimi obiettivi, sono
sicuro che fra non molto rialzeremo le braccia in segno di vittoria, come
abbiamo agito finora, assieme.»
LA
MOTIVAZIONE DEL COLLEGIO DI GARANZIA DELLO SPORT
Il Collegio
di Garanzia dello sport, presieduto dall’avvocato Massimo
Zaccheo, dopo aver ascoltato Michele Sarzilla e il suo avvocato Cesare Di
Cintio, si è così espresso: “Nel giudizio iscritto al R.G.
ricorsi n. 38/2024, presentato, in data 6 luglio 2024, dal sig. Michele
Sarzilla nei confronti della Federazione Italiana Triathlon (FITri), con
notifica effettuata anche al sig. Gianluca Pozzatti, alla 707 S.S. Dilettantistica
a r.l., al sig. Alessio Crociani e al Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre A.S.D.,
contro il provvedimento con cui la Federazione Italiana Triathlon ha preso atto
delle indicazioni del CTS (Comitato Tecnico di Selezione) in merito alla
selezione degli atleti destinati a partecipare ai Giochi Olimpici di Parigi
2024, di cui al comunicato stampa del 6 giugno 2024, ancorché mai comunicato
e/o notificato, nonché per l'annullamento di ogni delibera e/o provvedimento
presupposto o connesso, anche, ove occorra, dei criteri di selezione olimpica
e, comunque, di ogni atto presupposto e precedente anche se non conosciuto.
Dichiara
la propria incompetenza ex art. 54 CGS CONI.”.
COSA
SIGNIFICA LA DECISIONE DEL CONI
Michele Sarzilla ha sottoposto al Collegio di Garanzia dello sport dati oggettivi.
Quelli del ranking di qualificazione olimpica: 24° assoluto (e
1° italiano). Contro il 95° posto di Alessio Crociani, il triatleta a lui
preferito per Parigi 2024. Ma non solo. Ha confrontato i suoi risultati e tempi di
frazione e totali, nelle gare individuali e a staffetta, con
quelli di Crociani e Gianluca Pozzatti, l’altro triatleta che difenderà
l’Italia alle prossime Olimpiadi. Il risultato non lascia dubbi: è lui il
migliore. Eppure…
Sarzilla si è rivolto al CONI quale organo a cui è demandata la preparazione
olimpica confidando nel fatto che un organo di giustizia al di sopra della
Federazione avrebbe garantito imparzialità. Invece il CONI “se ne è lavato la
mani” e ha semplicemente sentenziato che la materia doveva essere decisa dai
giudici federali. Giudici, quindi, interni all’organo che ha ufficializzato le
convocazioni, la Federazione appunto. Un circolo vizioso, che mostra come non
esista una procedura specifica che tuteli gli atleti e riconosca un percorso di
giustizia veloce, garantito e imparziale.
RISERVE
O ESCLUSI?
Michele Sarzilla non andrà a Parigi. Non è stato neppure inserito nel
gruppo di allenamento azzurro pre-olimpico. E non è stato
presente il giorno della presentazione ufficiale della squadra
olimpica di triathlon alla stampa, svoltasi a Pergine (TN) il 3 luglio scorso.
La domanda è spontanea: è riserva o escluso?





