Dal Blog di Orlando Pizzolato: 30, 300, 500 e... va bene così
Quando ogni anno mi appresto a scrivere gli auguri di Natale e del nuovo anno, mi piace rileggere quanto scritto gli anni precedenti; mi soffermo ad analizzare i propositi e le aspettative, ed inevitabilmente valuto se gli obiettivi sono stati raggiunti o disattesi.
Mi ha fatto particolare impressione leggere alcuni stralci degli auguri degli ultimi 3 anni...
Siete curiosi?
Parto da quanto scritto due anni fa, negli auguri per l'anno 2019:
“In un luogo e tempo imprecisati, un'epidemia virale conduce tutta la popolazione a diventare cieca e la costringe a vivere in un biancore invadente e fastidioso. In questa cecità improvvisa, dove collaborazione e coordinazione sarebbero essenziali per fronteggiare l'emergenza, prevalgono invece l'egoismo e la diffidenza, e il mondo diventa in poco tempo un ambiente primordiale dove emerge la parte più immorale e depravata dell'uomo.”
Vi stavo parlando del romanzo “Cecità” di Saramago. Se quelle frasi le avessi scritte un anno fa, sarebbe stato un “augurio/maledizione”! Auspicavo di ritrovare sobrietà, parsimonia e valori veri. Smentitemi voi se pensate che, dopo questa pandemia, ci siamo riusciti...
Torniamo indietro di un anno, con gli auguri per l'anno 2018...





