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Controllo emotivo

Articolo di Marika Di Benedetto
Controllo emotivo

La competizione può tirare fuori il meglio o il peggio degli atleti: a parità di abilità fisiche è spesso il runner con l'approccio mentale più forte, che può controllare la sua mente prima e durante gli eventi, che vince. Tuttavia, molti atleti suppongono erroneamente che l'aspetto mentale della performance sia innato ed immutabile, quando in realtà, un allenamento mentale sistematico può avere un impatto sulla prestazione simile a quello fisico. Entrare nella mentalità giusta prima di una gara è uno degli aspetti cruciali per prestazioni al top. Le reazioni emotive a situazioni di stress possono esaurire le risorse di un atleta e, se mal gestite, possono avere un impatto negativo sulle prestazioni. Ecco perché è importante avere una strategia per affrontare lo stress nel pre-gara.

In  un  pre-gara importante,  fino  all'inizio  della  competizione, il  corpo  inizia  a  prepararsi alle richieste esterne attraverso il rilascio di ormoni nel sangue come l'adrenalina e mettendo in moto cambiamenti fisiologici associati ad una maggiore eccitazione (risposta attacco o fuga). Inoltre si verificano cambiamenti anche nel sistema attentivo, gli atleti diventano più mirati e vigili, mentalmente sempre più attivi. Questo aumento complessivo di eccitazione può essere il migliore alleato o il peggior nemico e la chiave per raggiungere un' adeguata mentalità è quella di analizzare i cambiamenti in modo razionale e canalizzare le emozioni in una direzione positiva. Alcuni atleti associano l'aumento di eccitazione alla normale risposta dell'organismo che si sta preparando ad una competizione e lo utilizzano in maniera funzionale per concentrarsi sulle routine pre-gara precedentemente pianificate. Questa interpretazione positiva della risposta di eccitazione di solito porta ad emozioni più positive ed a prospettive ottimistiche. Al contrario, altri interpretano come ansia, preoccupazione e apprensione i cambiamenti fisiologici messi in atto (ad esempio l'aumento della frequenza cardiaca), con un conseguente stato emotivo negativo che ostacola una buona prestazione.Una cosa importante da ricordare è che l'interpretazione personale che si da ai cambiamenti fisiologici dirige la nostra risposta emotiva. Tuttavia, il rapporto tra pensieri ed emozioni funziona in entrambe le direzioni: anche se le emozioni sono il risultato di interpretazioni cognitive, possono avere anche un impatto sui nostri pensieri, dando vita ad un circolo vizioso di pensieri ed emozioni negativi. E' possibile ottenere un maggiore controllo sulle emozioni disfunzionali prima della gara alterando il focus attentivo. Proviamo a vedere come:


1. Dire a sè stessi:" Questo è il mio corpo che si prepara a fare bene" e ripetere l'affermazione se necessario;
2. Provare a ricordare la propria immagine dopo una vittoria o un buon allenamento e collegarla alle sensazioni percepite in quel momento.


Questa routine deve essere praticata regolarmente per stabilire una risposta abituale che aiuterà a sentirsi più composti e attivati prima delle competizioni. Se le immagini che balenano in mente sono negative:


1. Cercare di visualizzare l'atleta di maggior successo nella vostra specialità, i suoi punti di forza e il modo in cui corre, compete, reagisce alle difficoltà;
2. Visualizzare sè stessi con attributi positivi simili.


Anche gli atleti più esperti diventano nervosi e irritabili prima di una competizione ma un pò di tensione (finchè controllata) è necessaria per il raggiungimento della massima prestazione. La tecnica sopra riportata non la elimina completamente ma aiuta ad incanalare le emozioni in modo funzionale e positivo, che è quello che gli atleti devono imparare a fare. La differenza tra vincitori e vinti spesso si riduce alla capacità di coping, nel senso che alcuni atleti hanno imparato a far fronte alle situazioni competitive meglio di altri. Il principio fondamentale per l'atleta è quello di saper controllare il controllabile e non sprecare energia su ciò di cui non ha potere. Ad esempio  prestare troppa attenzione a come gli avversari potrebbero andare o al loro stato di forma nel warm-up, crea un impatto negativo sulla messa a fuoco personale. Si possono utilizzare alcune tecniche per creare una strategia pre-gara personalizzata finalizzata al raggiungimento dello stato emotivo desiderato.
Vediamone insieme qualcuna

IMAGERY

Alcuni atleti utilizzano le immagini per ricordare esperienze passate positive e generare un senso di fiducia. L' Imagery è un metodo molto flessibile da impiegare prima della competizione ma deve essere utilizzato correttamente per il massimo effetto; non è solo una forma di visualizzazione ma soprattutto un'esperienza sensoriale che coinvolge anche il senso cinestetico, le emozioni e le esperienze uditive. Molti atleti usano le immagini per visualizzare una vittoria, una buona tecnica, o per far fronte a situazioni difficili, ricreando sensazioni emotive e provando l'evento prima che accada veramente.


1. Tenere sessioni di imagery brevi (non più di un paio di minuti) appena prima di una gara.
2. Immaginare uno scenario realistico che abbia ripercussioni positive sull'umore.
3. Utilizzare auto-dichiarazioni positive (affermazioni) come "Mi sono allenato duramente", "Sono in gran forma". Queste affermazioni rafforzano le proprie convinzioni e direzionano il focus attentivo al di fuori dalle percezioni negative.


SELF TALK
Molti corridori sabotano le loro corse prima del loro inizio. Le pressioni e l'ansia generano pensieri ed emozioni negativi associate alla paura di fallimento. Pensieri del tipo: "Spero solo di finire" "questa gara sarà un disastro ", " Oggi non vado", hanno la tendenza a diventare una profezia che si autoavvera, garantendo così una prestazione scadente.
Come si può combattere i pensieri negativi e le emozioni prima di una gara? Un self-talk positivo costituito da brevi parole o frasi da ripetere a sè stessi durante l'esecuzione del gesto come "Sono pronto", "Vado forte", "Ce la posso fare", " Calma e respira", può aiutare. A primo impatto può risultare banale ma non lo è. La ristrutturazione dei cattivi pensieri e delle emozioni negative con pensieri positivi aiuta il runner nei momenti più critici di una competizione e ad andare più forte.
Le abilità mentali, al pari di quelle fisiche, richiedono tempo ed impegno per essere apprese ed assimilate: ecco perchè è necessario avere costanza e pazienza per apprezzare cambiamenti significativi nella performance.



Email: marika.dibenedetto@gmail.com


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