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Atleti stranieri alle corse su strada

Atleti stranieri alle corse su strada

Condivido al 100% il pensiero di Ferruccio Demadonna. Ne stiamo parlando da tanti anni, diversi organizzatori si sono fatti avanti (tra i primi Sandro Poli ma anche il Team di Italia Road Running e altri), allestito convegni (ricordo quello di Piacenza nel 2014 con l’on. De Micheli), ricevuto l’appoggio da vari politici fino all’approvazione della “Mozione Lupi” (gennaio 2020).
Tante promesse ottenendo però poco o nulla e il risultato è davanti agli occhi di tutti.
Credo sia ormai giunto il momento di dare una VERA svolta… gli organizzatori lo meritano!!


Claudio Bernagozzi

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Corse su strada. E’ il caso di tornare sul problema. La recente maratona di Roma ha dimostrato le potenzialità degli eventi sportivi podistici italiani, nonostante ciò siamo ancora distanti rispetto ai numeri registrati dalle maratone straniere. Una prima svolta è stata registrata nel 2018 quando i rappresentanti della Roma Ostia, Napoli City Half Marathon, Maratona di Ravenna, Venezia Marathon e Trento Half Marathon hanno dato vita nel 2018 a Italia Road Running e con la collaborazione dell’avv. Marco Ferriero sono stati intrapresi una serie di confronti con la Fidal atti ad evidenziare che la normativa italiana, come da note del Ministero della Salute, escludesse dalla propria applicazione i partecipanti di oltre confine. In virtù di ciò fu concessa la possibilità per chi proveniva dall’estero di partecipare agli eventi italiani, in maniera non competitiva, con la compilazione di una semplice autodichiarazione. Dopo i primi serrati incontri la strada si è fatta meno ardua e un riconoscimento va dato anche all’allora Segretario generale Fidal Fabio Pagliara che dopo grosse perplessità iniziali ha poi collaborato al raggiungimento di un primo importante obiettivo. Il risultato della Maratona di Roma, che vede tra gli arrivati più stranieri con finalità turistico sportive che competitivi, gode ora di quel precorso che ha portato alla partecipazione ‘turistico/sportiva’ di un numero importante di runner stranieri ed è il risultato di quel confronto/scontro con la Fidal cui abbiamo sempre affermato di voler lavorare è ora apprezzato sia per i risultati dell’import turistico, sia per i risultati numerici della partecipazione che vedono per la prima volta numeri degni di nota in un evento italiano. L’obiettivo finale però ancora non è stato raggiunto in quanto per gli stranieri è ancora inconcepibile non risultare regolarmente nelle classifiche italiane. Sotto questo punti di vista gli stessi, per essere classificati, devono procurarsi certificazione medica con cardiogramma a riposo e sotto sforzo, esame completo urine e spirografia. All’estero per poter produrre questo certificato il costo è di circa 400 euro. Va da sé che piuttosto di correre in Italia un runner straniero, non tesserato, preferisce partecipare alle gare in altri paesi ove tale certificato (e costo) non era richiesto, ossia nella quasi totalità dei paesi. Tante promesse sono state fino ad ore per poter risolvere definitivamente la questione ma ancora nulla. Cara Fidal è trascorso molto tempo ed è ora di fare qualche altro passo avanti.

Ferruccio Demadonna